Reading di Natale 2018

Il significato del tradizionale Reading natalizio, quest’anno, era duplice: non solo celebrare il Natale con la comunità degli affezionati frequentatori della Biblioteca, ma anche festeggiare il glorioso raggiungimento della pensione del nostro amatissimo Ivano, eccezionale bibliotecario e amico. E ci pare di avercela fatta, dato che la sala era gremita e che il calore del pubblico ha trasformato la malinconia di un congedo in un momento gioioso di affetto e auguri.
Molto si deve anche alla partecipazione degli amici moldavi, che ci hanno portato in dono lo spirito del Natale più autentico, quello delle persone semplici e delle famiglie unite nell’amore delle tradizioni. Per noi è sempre emozionante vedere i bimbi e gli adulti cantare e raccontare della loro terra e dei loro riti, nei loro abiti tradizionali dove il bianco e il rosso trasmettono innocenza e gioia. Cristina ha organizzato a meraviglia i vari contributi: il coro dei bambini diretto da Lucia, la lettura di racconti delle tradizioni natalizie moldave e l’esibizione dei due magistrali Costantino e Dimitru con i loro strumenti (armonica, ocarina, flauto di Pan). Un grazie davvero grande a questa manifestazione di amicizia e di condivisione, che conferma una volta di più il valore dell’empatia fra i popoli come garanzia di un futuro più armonioso per tutti.
Gli altri contributi (tutti integralmente QUI) sono stati curati dai fedeli Amici della Biblioteca, che hanno presentato al pubblico brani in prosa e poesia sul tema delle Festività. Per concludere, è andato in scena un atto unico scherzoso in dialetto interpretato da una dozzina di “non-attori” in onore del nostro Ivano. Il quale, al termine, ha detto qualche parola di commiato affiancato dall’Assessora alla Cultura, l’amica Daniela Favaro, per poi invitare tutti i presenti a un brindisi di saluto.
Finisce un anno, forse addirittura un’epoca, e fortunati coloro che l’hanno vissuta. Ora dobbiamo fare una sola cosa: dare inizio a un altro anno e a un’altra epoca, nel solco tracciato e con il tesoro di esperienze che ci hanno portato fin qui.
Dunque nulla finisce davvero, e quindi… state in campana!
Ma intanto passate le migliori Feste nella migliore compagnia: i vostri cari e i vostri libri.
E arrivederci a gennaio con il regolare proseguimento delle nostre attività!

Consigli di Lettura Natale 2018

A giorni arriverà definitivamente l’inverno, con il freddo e le lunghe serate in casa.
Fai la cosa giusta: accendi il caminetto. Non hai un caminetto? Avrai almeno un termosifone, fa lo stesso. Avvicina la poltrona (o la sedia, o uno sgabello, se ci aggiungi un cuscino sei a posto). Mettiti sulle ginocchia una bella coperta di cachemire (ok, niente cachemire, può andare benissimo anche un plaid di pile preso dai cinesi a 4 euro e 90, fa il suo caldino uguale e si sciupa meno). Prendi con te il tuo gatto o il tuo cane (né gatti né cani? Peccato, aiuterebbero). Sistema sul tavolino una tazza di tè inglese o cinese, oppure un vin brulé o due dita di grappa veneta. Fin qui ci sei? Adesso apri un libro e chiudi pure fuori la nebbia e il gelo.
Quale libro? Scegli fra quelli che ti consigliano i lettori esigenti del nostro Gruppo, e che accontenteranno tutti i gusti! Li abbiamo presentati venerdì 7 dicembre in una serata affollata in cui abbiamo anche goduto la visita di due “Matti per Leggere” venuti da lontano: Max e Larissa. coniugi tedeschi di Monaco amici di Gabriele e Daniela, ci hanno voluto donare una lettura natalizia di un Autore tedesco, Wolfgang Borchert (1921-1947), interpretata a quattro voci. La trovate QUI.
I Consigli invece sono QUI: vi troverete, gialli, memorie, romanzi divertenti e altri che fanno riflettere, ambientazioni le più diverse, tanta varietà e tutta la nostra passione di lettori.
Cominciate a leggere, in attesa dell’appuntamento immancabile del 21 dicembre per il tradizionale Reading di Natale. Sarà fantasmagorico e imperdibile, quindi non prendete altri impegni!

Il nostro Roth

Con la morte di Philip Roth, nel maggio di quest’anno, l’America e il mondo hanno perso uno dei massimi Maestri della Letteratura contemporanea, già entrato nella leggenda con i suoi 31 romanzi di enorme successo. Il Gruppo di lettura gli ha dedicato una serata di omaggio per illustrare i suoi meriti e rievocare alcuni dei suoi libri più significativi. Hanno profuso passione e impegno Beatrice (ideando e coordinando la serata), Alessandro, Cristina, Daniela D., Gabriele, Silvia e – in veste di ospite eccezionale – Paolo Zardi, scrittore padovano, autore tra l’altro di La felicità esiste (2012), XXI secolo (finalista premio Strega 2015) e altri, fino all’ultimo Tutto male finché dura (2018).
Abbiamo potuto rivivere l’infanzia e la formazione di Roth e ritrovarvi i germi del suo talento narrativo e della complessità delle sue tematiche. Il rigore documentario e l’acutezza delle analisi hanno reso la serata una delle più memorabili fra le tante realizzate in questi anni. L’invito a tutti è di accogliere questi suggerimenti e di intraprendere la lettura dei tanti capolavori di questo genio della scrittura, nei quali viene tratteggiato lucidamente il tormento di ogni singolo Uomo, e non solo di un Paese grande e contraddittorio come l’America.
I testi sono raccolti QUI.
Se poi volete conoscere meglio Paolo Zardi, troverete interessantissimo il suo blog Grafemi QUI.

Lettura condivisa: Una questione privata, di Beppe Fenoglio

In anni in cui la narrativa italiana stenta a esprimere autori realmente convincenti, ci conforta tornare a certi scrittori di razza cui ci aveva abituato il Novecento, e Beppe Fenoglio ne rappresenta un esempio indiscutibile.
Venerdì 9 novembre, lo abbiamo rievocato confrontandoci sulla lettura del suo romanzo Una questione privata, proposto e analizzato da Alessandro con passione e competenza, ma anche con lo straordinario supporto della voce di Elvira che ne ha interpretato con grande intensità alcuni passi. Storia di Resistenza ma non solo: storia di una vicenda esistenziale che lo sfondo della Resistenza aiuta a rendere più drammatica; storia di giovani vite travolte negli anni più belli dall’orrore della guerra.
Superfluo annotare che il romanzo è piaciuto a tutti i presenti; interessante, invece, cogliere alcuni dei commenti. Li trovate riassunti qua sotto, mentre per il testo integrale della presentazione di Alessandro basterà cliccare QUI.
Andrea ribadisce che questo libro eccezionale parla di un vissuto e perciò è autentico, non costruito. Nota la differenza sostanziale tra il tormentato studente Milton e lo scanzonato benestante Giorgio, ma non dimentica il commovente personaggio di Riccio, quindicenne staffetta partigiana che i fascisti ammazzano a sangue freddo. Di centrale in questo romanzo c’è l’avvertenza di Fenoglio che, seppure il fascismo sia un male, è fatto di uomini, di singoli uomini la cui vita vale quanto quella di chiunque altro.
Renata: incantata dall’efficacia “fisica” delle descrizioni dei paesaggi delle Langhe, da lei visitate di recente ritrovandovi in pieno le atmosfere fenogliane. Questo ci parla di amore per la propria terra. A San Donato Mango le è capitato di visitare una piccola raccolta di cimeli partigiani, trovandoli troppo scarsi per poter combattere la minaccia dell’oblio, e si chiede se la memoria della Resistenza non si vada perdendo. E ci racconta anche di un busto raffigurante le teste di tre giovani (due uomini e una ragazza) con sotto incisa una frase toccante del romanzo: “Le aveva sempre pensate, le colline, come il naturale teatro del suo amore, gli era invece toccato di farci l’ultima cosa immaginabile, la guerra”.
Daniela D.: grande delicatezza nelle pagine che descrivono i primi incontri fra Milton e Fulvia, e tragiche invece quelle finali sulla folle corsa di Milton braccato dai fascisti. Folle anche il suo amore per una ragazza così giovane, capricciosa e volubile come Fulvia.
Chiara: non un romanzo sulla Resistenza (Fenoglio non aveva bisogno di scriverne un altro, ne aveva già scritti tanti) ma la storia di una amicizia virile messa a rischio da un sospetto, con la Resistenza come sfondo quasi obbligato. Il sentimento più forte è quello che lega i due rivali in amore: per Milton, è necessario trovare l’amico per un faccia a faccia tra uomini, ma in realtà la sua ansia maggiore è quella di salvarlo dai fascisti che lo hanno catturato e potrebbero ucciderlo da un momento all’altro.
Elisa (nuova ospite): la vicenda narra di una resistenza alla Resistenza, ossia di un disperato tentativo di questi giovani, votati al sacrificio anche estremo, di esorcizzare l’orrore con pensieri e progetti normali quali il valore dello studio, la musica e soprattutto la felicità dell’amore.
Beatrice concorda e ricorda che quei giovani avevano la morte sempre accanto. Ecco perché la vicenda con Fulvia al centro, che in un contesto normale sarebbe parsa forse persino banale, assume le caratteristiche di una ossessione. Fa rilevare inoltre come nel romanzo sia presente una grande pietà per tutti, partigiani e fascisti; pregio quindi di Fenoglio è anche quello di aver evitato qualunque indottrinamento ideologico.
Marisa lo definisce un romanzo “sull’arte di correre”, riferendosi alle corse trafelate di Milton in mezzo ai pericoli, alle pallottole, a tutte le insidie, come spinto da una pulsione fortissima e irresistibile che in parte potrebbe essere… di natura ormonale? Una corsa verso la vita stessa, perché la vita e l’amore sono indissolubili. Un romanzo che, riletto a distanza di decenni, ancora rivela nuove sfaccettature non colte prima ma sorprendentemente attualizzabili.
Sempre Marisa, sul finire, richiama la nostra attenzione su una curiosità: nel corso di un dialogo fra Milton e una contadina, l’anziana usa un termine inglese (sandwich) per intendere “panino imbottito”. Suona invero alquanto bizzarro sulla bocca di una vecchia massaia di campagna dell’epoca!
E al termine di questa serata apprezzatissima (per Elvira addirittura applausi a scena aperta), vi ricordiamo il titolo della prossima lettura condivisa: Il bacio della donna ragno, di Manuel Puig, che discuteremo insieme in gennaio con la presentazione di Beatrice. Rivolgetevi alla Biblioteca per chiedere il prestito della vostra copia.

Libro/Film: Chinatown, di Roman Polanski

Questo è un Gruppo di lettura molto fortunato: abbiamo una biblioteca che ci ospita, un bibliotecario come Ivano che non si risparmia per agevolare le nostre attività e un seguito di amici e simpatizzanti capaci di sorvolare sportivamente anche su qualche piccolo imprevisto. Nella fattispecie, l’inconveniente tecnico che ha un po’ penalizzato la visione del film Chinatown proiettato venerdì 26 novembre per il filone che confronta Cinema e Letteratura.
Ma ciò malgrado, e malgrado anche la durata della proiezione, gli intervenuti hanno apprezzato e lodato l’opera di Roman Polanski, anche grazie alle due introduzioni di Ombretta (che ha sintetizzato il genere noir) e di Graziano (che ci ha raccontato il “dietro le quinte”. I loro interventi sono QUI. Sono interessanti e originali, non trascurate di leggerli!
Come sempre, grazie a tutti, e tenetevi pronti per i prossimi appuntamenti!

Edward Hopper – tra vita artistica e vita privata

Cos’è l’Arte se non un mezzo per interpretare la realtà e rispecchiarla nel nostro immaginario?
E cos’è che rende tale l’Artista se non la capacità di vedere, nella realtà, ciò che l’uomo comune non vede, ciò che sta sotto, dietro o oltre, ciò che spesso è fatto per restare invisibile agli occhi?
Stiamo parlando di Arte in generale, di ogni sua forma: dalla letteratura – che è il campo in cui noi lettori meglio ci muoviamo – alla pittura, alla scultura, alla fotografia, al cinema. Tutti mezzi per trasfigurare ciò che cade banalmente sotto l’osservazione ma che ha dei segreti da svelare, da far svelare al lettore o al visitatore di mostre. L’Arte offre stimoli e ciascuno riceve in dono l’emozionante possibilità di rielaborarli secondo il proprio vissuto.
Questa era l’Arte di Edward Hopper, il celebre pittore statunitense cui Marisa ha dedicato una serata attesissima e applauditissima.
Al servizio del suo impegno e del suo eclettismo, il supporto solido e collaudato degli espertissimi Claudia e Paolo, e tutti insieme, affiancati da una galleria di suggestive immagini e da stacchi musicali rétro, ci hanno condotti in un viaggio attraverso la vita artistica e privata del Maestro, nonché della sua compagna Josephine, figura fondamentale nel percorso del marito malgrado (o forse proprio grazie a) la conflittualità del loro rapporto.
Il testo integrale è QUI, non mancate di leggerlo!
Grazie agli artefici della serata, al valido tecnico Alessandro e al pubblico numeroso e coinvolto.

’68: un anno di fuoco

Presente quelle cose che uno dice “no, impossibile, non ci riusciremo mai”, tipo trasportare un pianoforte a coda su per una scala a chiocciola oppure imbandire un banchetto per 200 invitati con un fornellino da campeggio?
Quelle cose tipo “condensiamo il ’68 in poco più di un’ora toccando i principali tra i suoi numerosissimi aspetti, inserendoci anche diapositive e filmati musicali, il tutto senza annoiare il pubblico”?
Ecco, esattamente il tipo di cose che noi del Gruppo di Lettura affrontiamo con la massima disinvoltura e portiamo a termine con un successo trionfale come fosse bere una tazzina di caffè.
Lo abbiamo fatto (e perdonateci se ne siamo orgogliosi) venerdì 5 ottobre mettendo in piedi una serata corale e molto varia per il pubblico di “Barchess’Art”, l’evento culturale organizzato anche quest’anno dal Comune di Limena e che per la seconda volta ci ha arruolati tra i suoi protagonisti (e anche questo giustifica il nostro orgoglio).
Il premio è stato vedere la sala consiliare del Municipio piena di spettatori e raccogliere poi, al termine, vivi complimenti per l’interesse che abbiamo saputo suscitare.
Gli artefici della serata: Alessandro Cecchinato, Andrea Zambotto, Carla De Angelis, Chiara Sambo, Cristina Rosetti, Paolo Galetto, Sebastiano Leotta, Silvia Camin.
Complice: il tecnico Daniele che ha fatto in modo che tutto corresse liscio come l’olio.
Per i pochi che non erano presenti, tutti i nostri testi sono QUI, e riassumono quell’anno di fuoco, spartiacque del novecento, sotto il profilo storico, sociale e artistico.
Alla prossima, e grazie a tutti!

Consigli di lettura settembre 2018

Prima di parlare di libri, anche il blog vuole condividere il ricordo di una cara amica, la nostra Graziella, che è mancata in questi giorni. Si era unita a noi poco più di un anno fa e aveva iniziato subito a collaborare con grande competenza e rigore, come era nel suo carattere. Discreta e schiva ma sorprendentemente tenace e instancabile, ha dedicato la sua vita alla famiglia, all’insegnamento, alla cultura e al sociale. La sua perdita repentina ci lascia tutti attoniti. Avrebbe avuto ancora tanto da donare, e le siamo grati per aver trovato del tempo, nella sua vita costantemente impegnata, anche per noi.

Per chi volesse rileggere i suoi contributi:
– consigli di lettura
La ferocia, di Nicola Lagioia
Le tre del mattino, di Gianrico Carofiglio
I primi viaggi di Andy Catlett, di Wendell Berry
– monografia (in “Scrittori suicidi”)
Ernest Hemingway
– reading (in “Natale con noi 2017”, insieme a Manuela Piva)
brano da Neve, di Maxence Fermine

E ora passiamo ai nostri libri, quelli che ci siamo vicendevolmente suggeriti dopo le vacanze estive. A giudicare dai titoli, si direbbe che gli Amici del Gruppo di lettura debbano aver molto viaggiato, toccando tutti i continenti, attraverso tante e così differenziate letture! Europa, America, Africa e Oriente sono tutti rappresentati nelle loro scelte, che adesso con entusiasmo e convinzione condividiamo anche con voi.
I testi di tutte le recensioni sono leggibili QUI.
Un buon lavoro, non c’è che dire, ma c’è qualcuno che già pensa a cos’altro consigliarci al prossimo appuntamento di dicembre, perché i Matti per Leggere non si stancano mai di scoprire e proporre nuovi libri e nuove emozioni.

Lettura condivisa: Gli aquiloni, di Romain Gary

Siamo tornati!
E le nostre attività sono riprese con la serata di venerdì 7 settembre dedicata alla condivisione della lettura e delle emozioni di un romanzo francese, Gli aquiloni, di Romain Gary.
Il pubblico numeroso (saletta piena e diverse facce nuove) ha manifestato grande apprezzamento per il testo, e ha ascoltato con interesse Beatrice e Claudia raccontare, come premessa, la vita romanzesca e intensa dell’Autore, vero e proprio personaggio lui stesso.
Dal dibattito sono emerse considerazioni unanimemente positive; ne riportiamo sinteticamente alcune.
Chiara: romanzo molto francese, molto francesi anche i personaggi seppure niente affatto caricaturali. Grande poesia e grazia. Stile ricco di originale ironia. Forse un po’ lungo e con un lieto fine troppo smaccato (lo zio che riesce a tornare dal campo di concentramento?)
Marisa: delizioso, una specie di fiaba che appunto in quanto tale giustifica il lieto fine. Lode all’ironia che sostiene anche contro la brutalità. Esilaranti i soggetti di alcuni degli aquiloni, tra i quali quello che rappresenta De Gaulle, forse inteso dall’Autore come un sostituto del proprio padre che era stato uomo inaffidabile, inafferrabile e fatuo.
Paolo: ottimamente delineato il personaggio dello chef Marcellin Duprat e del suo modo di intendere la Resistenza dai fornelli
Liliana: veramente tanta poesia e tanta grazia
Micol: mirabile la capacità di Gary di descrivere personaggi e atmosfere in poche righe, asciutte ma efficaci
Andrea: romanzo assolutamente antiretorico, e anche dissacrante, perfino nei confronti della Resistenza francese
Daniela D.: malgrado il suicidio con cui l’Autore conclude la propra vita poco dopo la sua pubblicazione, il romanzo va preso come un dono di speranza che ci ha lasciato. Il tema della memoria è proprio anche di un altro Autore francese, il Nobel Patrick Modiano, nel quale però prevalgono atmosfere plumbee a differenza della grande positività di Gary
È stato anche rilevata la tecnica con la quale Gary riesce a offrire al lettore due diverse visioni: quella del ragazzino nella parte iniziale e quella del giovane uomo consapevole nella seconda parte, più dominata dall’azione e da una forte tensione narrativa.
In conclusione, siamo tornati e ci siamo subito ritrovati nel nostro elemento: i libri e il piacere di parlarne:
Se volete leggere la presentazione integrale di Beatrice e Claudia, la trovate QUI.
Grazie a tutti e al prossimo appuntamento, il 21 settembre!

Festa del Solstizio d’Estate 2018

Come se non fossero bastate le stelle nel cielo (per fortuna quest’anno sereno e senza minacce), di stelle abbiamo riempito anche il palcoscenico sul quale si è svolta la consueta celebrazione dell’arrivo dell’Estate tra letteratura, musica e fratellanza multietnica.
Non si sa davvero da dove cominciare con i ringraziamenti, ma a nessuno sarà sfuggito l’impegno collettivo per mettere in scena uno spettacolo così vario:
Lorena, espertissima e ammiratissima, ha condotto la serata intervallando i vari numeri con un fil rouge inerente il culto del Sole nei vari angoli del mondo
i ragazzi della classe quinta, guidati dalla loro Maestra Graziella sempre piena di entusiasmo, ci hanno divertiti  offrendoci la loro freschezza: 10 e lode e tutti promossi alle Medie!
– la stessa Graziella ha letto a due voci una sua poesia insieme a una Mamma Nord-Africana, un momento molto toccante
– noi dell’Associazione “Amici della Biblioteca” (Andrea, Chiara, Cristina, Daniele, Paolo, Valeria) abbiamo trattato alcune opere letterarie emblematiche dei 5 Continenti per sottolinearne le peculiarità
Irene e Claudia hanno salutato rispettivamente la Primavera uscente e l’Estate entrante con la lettura di poesie in tema
– il gruppo musicale Canta Carex ci ha incantati con una scelta di brani da tutto il mondo interpretati con perfetta sintonia da quattro voci (due femminili e due maschili)
il pubblico ha goduto e sottolineato con applausi, e al termine ha onorato il ricco allestimento di cibi italiani e stranieri portati con grande generosità
Luca ha installato e disinstallato i cavi, le luci, i microfoni e tutte le diavolerie necessarie
Ivano… beh, lui come sempre ha fatto TUTTO: è stato regista, organizzatore, curatore delle pubbliche relazioni, manovale, mescitore di vini, intrattenitore… il solito meraviglioso, unico e inarrivabile padrone di casa! A lui 110 e lode e tutti i nostri ringraziamenti, che non basteranno mai.

Leggete tutti i testi della serata QUI.
E passate un’estate felice in attesa di ricominciare con nuove attività in settembre!