Reading di Natale 2017

Ottimo e abbondante come il pranzo in famiglia del 25 dicembre, si è tenuto venerdì scorso il nostro tradizionale reading natalizio, che quest’anno ha ospitato una selezione di brani in prosa e in poesia quantomai originale e di qualità. Ben 15 i presentatori che si sono avvicendati sul palco, riempiendo la serata con le parole di ottimi Autori che in vario modo hanno dato testimonianza del Natale. Brani seri, brani gustosi, poesie e filastrocche, un po’ di Storia… e tanta musica dal vivo con il contributo delle dinamiche Mamme Special guidate da Cristiana Lirussi e di tre talentuosi solisti, tutti molto apprezzati e applauditi.
Queste le canzoni che ci hanno offerto:
– le Mamme Special: Medley sulla Mamma, Last Christmas (George Michael), Jingle Bell RockÈ Natale (parole su More than Words, Extreme)
Annalisa Muraca: Redemption Song
Francesca Garbin: White Christmas e Silent Night
Thomas Avveduto: Santa Claus is coming to town
Tutti i brani letti dagli Amici della Biblioteca sono raccolti QUI in forma integrale, e comprendono letture tratte da Lev Tolstoj, Selma Lagerlöf, Mario Rigoni Stern, Maxence Fermine, Roberto Stanich,  mentre tra le poesie spiccano i nomi di Gianni Rodari e di Patrizia Invernizzi e Valeria Imperi (queste ultime le hanno lette di persona!)
Lorena, al settimo anno consecutivo in questo ruolo, ha condotto in porto la nave cucendo i vari pezzi con un racconto straordinario: quello della tregua di Natale del 1914, un fatto storico unico nel suo genere sul quale ha effettuato accurate e appassionate ricerche.
Serata dunque lunga e molto densa, nella quale l’attenzione e l’interesse del pubblico non hanno mai ceduto, ripagando lo sforzo comune con molto calore.
E con questa fantastica serata si chiudono le nostre attività per il 2017, ma siamo pronti a ripartire il 19 gennaio inaugurando l’anno nuovo con l’incontro sulla condivisione di un grande romanzo: Giuda, di Amos Oz.
Ci rivediamo dopo le festività, che vi auguriamo di trascorrere nel modo migliore possibile, in compagnia di familiari, amici e buoni libri.
Buon Natale a tutti!

Consigli di lettura Natale 2017

Fate posto sui vostri comodini perché sono arrivati i nostri consigli di lettura per l’inverno, e sono ben 16, presentati venerdì 1 dicembre da lettori appassionati e pronti a condividere le loro scelte!
Come sempre, i generi spaziano dal romanzo al saggio e gli argomenti potranno soddisfare tutti, perché troverete storie per ogni gusto, età e stato d’animo.
L’incontro è stato molto partecipato, grazie anche all’arrivo di nuovi amici interessati alle nostre attività e alla succulenta prospettiva del convivio finale sul tema dei piatti di questa stagione fredda: dolci e salati, dagli stuzzichini d’apertura alla carrellata di torte, nessuno è rimasto a pancia vuota malgrado l’ora avanzata.
Tutte le presentazioni sono raccolte QUI.
E QUI, invece, potrete leggere la struggente poesia di Mario Luzi che ci ha letto Mariella.
Fate scorta di libri e vi assicurerete un inverno pieno di calore, quindi… che nevichi pure!

Letteratura e spettacolo: Cattive ragazze

Esplorare l’universo femminile è una (ma non l’unica) specialità della nostra Marisa, e quello che ci ha presentato venerdì 24 novembre in forma di reading teatrale è un nuovo capitolo del suo “viaggio di istruzione”. Cattive ragazze nella letteratura, ossia eroine negative ma non per questo odiose (anzi, forse ancora più affascinanti), ce ne sono davvero tante, cosicché ne sono state messe a fuoco solo un piccolo numero rappresentativo, spaziando dalla fiaba alla commedia alla tragedia, dai fratelli Grimm a Shakespeare, da Choderlos de Laclos a Alexandre Dumas, oltre a molte altre citazioni celebri.
Quello che lo spettacolo ha voluto dimostrare è che c’è molto di seduttivo anche nella perfidia femminile: c’è forse quel pizzico di pepe in più che attanaglia il lettore, lo tenta… e così deve essere, a giudicare dal pienone di pubblico accorso, evidentemente interessato al tema.
Come è andata? Ma benissimo! Grazie a un copione brillante e vario confezionato con grande scrupolosità da Marisa, grazie alle interpretazioni di Claudia e Paolo a livello quasi professionistico, grazie al supporto tecnico di Walter che ha esaudito tutte le richieste di Marisa in fatto di accompagnamento grafico e musicale.
Complimenti a una squadra di gran valore e rigore, che ha fatto divertire e stupire tutti!

Come sempre, leggete il testo integrale QUI

La Festa nella cultura popolare: serata a teatro

L’idea di portare in teatro il ballo popolare è nata un anno fa dall’estro creativo spesso imprevedibile di Cristina e Daniele, ma non c’è da stupirsi che per concretarla ci siano voluti diversi mesi: si trattava infatti non solo di raccogliere materiale documentale che desse dignità letteraria al prodotto, ma anche di coordinare gli imprescindibili interventi di una compagnia di Danze Popolari (quella di San Giorgio delle Pertiche diretta da Stefania Celeghin) e di un gruppo musicale specializzato in canzoni del folklore (Maria e i Bagolanti).
Senza contare la necessità di uno spazio idoneo (il Comune di Limena ha concesso la sala teatro Falcone-Borsellino) e di un’adeguata assistenza tecnica.
Per le letture, si sono prestate Carla e Daniela B., perfette con la loro simpatia e comunicativa.
Il pubblico, molto abbondante e partecipe, ha riconosciuto e premiato tutto questo impegno, lasciandosi coinvolgere dall’entusiasmo e dal divertimento che il palcoscenico, allestito in modo da suggerire un ambiente contadino (persino balle di fieno!) è riuscito a trasmettere.
Insomma un’esperienza di festa e condivisione sotto il grande albero millenario delle tradizioni.
I testi sono tutti QUI, e di grande interesse: vi sorprenderanno!

Lettura condivisa: La luna e i falò, di Cesare Pavese

Ieri sera, 3 novembre, la luna c’era: non ancora pienissima però brillante in mezzo a un cielo novembrino perfettamente terso e senza nebbia. Veri e propri falò no, non ce n’erano, non nel comune senso della parola; però in biblioteca ardeva il fuoco della nostra passione per la letteratura, e a ravvivarlo ci hanno pensato Alessandro e Elvira conducendoci a un intensissimo incontro con Cesare Pavese e il suo romanzo La luna e i falò. Era la prima volta che il Gruppo avvicinava questo Autore fondamentale del nostro novecento, ed è stato un momento di alta cultura e profonda emozione.
Ad Alessandro il merito di aver condiviso con noi una preparazione solida e molto sentita, e ad Elvira quella di aver prestato la sua voce colma di poesia alle parole di uno scrittore sensibile come Cesare Pavese.
L’accoglienza dell’uditorio è stata molto attenta e partecipe, permettendo di sviluppare, al termine della presentazione, un dibattito altrettanto stimolante. Abbiamo riassunto alcuni commenti:
Andrea rileva l’altissima qualità dell’opera e nota che il personaggio di Nuto appare quasi come un alter ego dello stesso Pavese, cosicché l’intero romanzo assume le caratteristiche di un contraddittorio con se stesso.
Gabriella ha goduto moltissimo le descrizioni della campagna, che le ricorda il mondo della sua infanzia con la sua povertà ma anche il senso dell’avventura e della libertà.
Renata ammette di non aver mai letto nulla di Pavese in precedenza ma di aver molto apprezzato diversi aspetti, seppure non tutti. A suo avviso, anche Cinto, oltre a Nuto, è un possibile alter ego dell’Autore, perché in quanto disabile è un po’ emarginato, e infatti a lui “Anguilla” riserva alcune attenzioni quasi paterne incoraggiandolo a reagire e a trovare una propria strada. Ha colto il bisogno di radici, di un posto cui appartenere, bisogno rimasto insoddisfatto durante l’esperienza del protagonista in America. Meno le è piaciuta la parte dedicata al destino delle tre ragazze, che le è sembrata superflua e ininfluente.
Alessandro replica che nelle tre ragazze sembra di rivedere il sogno di ricchezza e scalata sociale tipico di Madame Bovary.
Graziella ricorda che “Anguilla”, per quanto protettivo con Cinto, lo è solo a parole, in quanto alla fine lascia che sia Nuto ad accoglierlo in famiglia. Allo stesso modo, nella vita, Pavese non si era mai sentito capace di fare il padre. Poi apre una interessante parentesi sul Mito, facendo notare come esso sia presente, sotto forma di trasfigurazione, in ogni pagina del romanzo. Aggiunge altre considerazioni, frutto di un suo studio approfondito di Pavese: per comodità del lettore, abbiamo raccolto questi appunti QUI, dunque leggeteli perché sono un dono prezioso che Graziella ci fa.
Elisa, originaria di Torino e quindi vicina a Pavese per legami di conterraneità, parla della rilettura di questo romanzo come di una riscoperta felicissima e goduta parola per parola. L’altissimo valore della scrittura ne fanno un classico, e per Elisa tornare ai classici è come tornare a casa.
Daniela D. concorda sul fatto che i buoni libri bisogna rileggerli. Di questo l’hanno colpita la presenza della miseria della gente di campagna e la facilità con cui i comportamenti maschili verso donne, bambini e persino animali siano improntati alla violenza. Molto delicato, in contrapposizione, il sentimento di “Anguilla” per lo sfortunato Cinto.
Per Marisa uno dei punti di forza dell’opera è il linguaggio: la lingua è colloquiale, la formula è quella del “parlato”, che lo rende accessibile e suggestivo a tutti ma dietro al quale c’è un magistrale controllo dell’Autore. Nel viaggio di “Anguilla” ai luoghi natali non vede un “ritorno”, perché in verità non si avverte da parte del protagonista la volontà di fermarsi o un qualunque progetto che lo trattenga lì.
Chiara interpreta il ritorno di Anguilla quasi come un pellegrinaggio sentimentale alla vigilia di un congedo (anticipando così la realtà della fine di Pavese pochi mesi dopo la pubblicazione del romanzo). Luoghi e personaggi scorrono intorno al protagonista senza pervaderlo in profondità, ma piuttosto come attraverso un vetro impolverato, come immagini in filigrana di un mondo definitivamente passato.
Liliana invece avverte il sentimento della nostalgia come predominante, e vede in Nuto una specie di mentore che guida “Anguilla” lungo questo cammino di rievocazione.
I testi integrali della presentazione sono leggibili QUI, e si aggiungono al nostro Archivio come una gemma in più.
Grazie a tutti!

Libro/Film: Quel che resta del giorno

Non poteva andare meglio. Già, perché venerdì 27 ottobre, per la serie Cinema e Letteratura, abbiamo messo sul piatto:
– un grande film diretto da un Maestro del cinema, James Ivory, con le sublimi interpretazioni di Anthony Hopkins e Emma Thompson
– un ottimo romanzo scritto dall’anglo-giapponese Kazuo Ishiguro, fresco vincitore del premio Nobel per la Letteratura
– un esperto di cinema come Graziano, appassionato e incredibilmente preparato
– una conoscitrice di cose inglesi come Ombretta, capace di farci apprezzare lo spirito British
– un pubblico interessato che non si è lasciato scoraggiare dalle oltre due ore di proiezione, anzi al termine ha dato vita a un dibattito piacevolissimo e istruttivo
E tra questo amabile pubblico anche, come ormai succede sempre più spesso, alcune facce nuove, evidentemente attirate da un passaparola e dalla formula del nostro cineforum.
Leggete le analisi, quella letteraria di Ombretta e quella cinematografica di Graziano, QUI.
In attesa, ovviamente, di sapere qualche altro binomio Libro/Film proporrà il nostro calendario.
Buona lettura e buona visione!

“Il nostro meglio”

L’abbiamo chiamata così, la serata che abbiamo realizzato accogliendo l’invito dell’Assessore alla Cultura Daniela Favaro nell’ambito della settimana dell’arte e della cultura che il comune di Limena cura ogni anno a ottobre. E l’abbiamo costruita intorno a una selezione di nostre produzioni del passato allo scopo di illustrare con esempi concreti il nostro stile, il nostro spirito e i nostri obiettivi.
Giovedì 12 ottobre, nel 525° anniversario della scoperta dell’America, invece di festeggiare Cristoforo Colombo abbiamo festeggiato noi stessi e i nostri talenti, grandi o piccoli che possano sembrare. Piccoli perché nessuno di noi è un professionista, grandi perché ognuno di noi coltiva una tenace passione per la Letteratura.
I testi della serata sono raccolti QUI: introdotti da Carla (la spigliata), ritroverete Irene (la divina), Paola M. (la passionale), Daniela B. (l’austera, ma tutti sappiamo che in realtà è una gran burlona), Elvira (la soave), Antonella (la delicata), Alessia (la grintosa), Andrea (il rigoroso), Liliana (l’istintiva), Daniela D. (la materna), Gabriele (il serafico), Marisa (l’ironica), Alessandro (l‘immedesimazione) e Enrico (il decano del reading).
Con le loro diverse sensibilità, hanno dato voce ad Autori di grandissimo pregio contribuendo ad avvicinarli al pubblico e meritando un plauso convinto per l’impegno e le motivazioni.
Ma la domanda è: di questo passo, quali altre vertiginose mete ci aspettano?
Perché noi, è chiaro, mica ci fermeremo qui!

Approfondimento: Kent Haruf e la sua Trilogia

E così, venerdì scorso abbiamo staccato un biglietto di andata – e purtroppo ritorno – per Holt, Colorado, la cittadina immaginaria dove sono ambientati i libri dello scrittore americano Kent Haruf che eravamo curiosi di conoscere meglio.
La nostra Marisa, affiancata da Elisa, ci ha condotti per le vie e tra le case di questo piccolo mondo ristretto e tradizionalista, tipico dell’America profonda, dove si intessono vite comuni, di quelle senza chiasso ma con la costante dei sentimenti.
Abbiamo capito perché Haruf ha avuto tanto successo con questa Trilogia: perché riflette una realtà che appartiene a tutti e che smuove qualcosa nell’intimo di ciascuno.
Piccoli ritratti umani, esempi di debolezze e di slanci, una specie di riepilogo degli avvenimenti cardine che costellano l’esistenza: la nascita, la quotidianità, il dolore, l’amore, la morte.
In più, per noi europei, il miraggio di certi paesaggi e certe vastità delle pianure americane, che non mancano mai di incantarci e che hanno un loro ruolo nella narrazione.
Ma è meglio che leggiate la presentazione integrale QUI, e successivamente, se non lo avete già fatto, i libri di questo Autore sommesso e umanissimo.

Il Meglio dell’Estate 2017: consigli di lettura

Quest’estate, benché africana, non ha scoraggiato la lettura, almeno a giudicare dall’abbondanza di consigli e segnalazioni che ci siamo scambiati venerdì 22 settembre. Ci sono piovuti addosso la bellezza di 17 titoli dei più vari: dalla saggistica impegnata ai finalisti dei premi Strega e Campiello di quest’anno, e molto altro. Ne abbiamo, da leggere, fino al prossimo appuntamento sui Consigli di lettura, fissato per i primi di dicembre!

Tutte le presentazioni – integrali – sono disponibili QUI.
QUI invece trovate le due poesie in tema autunnale che ci ha letto Enrico.
Per finire, QUI vedete le foto della serata scattate da Micol.

Lettura condivisa: E adesso pover’uomo? di Hans Fallada

sellerioEra una notte buia e tempestosa,quella di venerdì 15 settembre quando gli Amici della Biblioteca hanno pensato bene di riprendere le loro attività letterarie dopo la pausa estiva. Un manipolo di quegli incorreggibili lettori, sfidando impavidi gli scrosci di pioggia, si sono raccolti nella calda e familiare saletta per condividere l’analisi della prima lettura condivisa proposta per questo nuovo ciclo: E adesso pover’uomo?, romanzo del tedesco Hans Fallada uscito nel lontano (ma non poi così tanto) 1932. Chiara e Ombretta hanno aperto l’incontro illustrando trama e meriti dell’opera, e il dibattito che ne è seguito ha confermato il gradimento dei lettori, che all’unanimità vi hanno ravvisato un ritratto della società valido oggi come ai tempi in cui è stato tracciato dall’Autore, a metà fra le due guerre mondiali. Tra i presenti, con molto piacere si sono notate alcune facce nuove, e ancora più gratificante è stato vedere questi ospiti partecipare alla discussione con contributi personali alquanto appropriati. C’era fra noi, e anche questo ci lusinga molto ogni volta che accade, l’Assessore alla Cultura Daniela Favaro, che pur non avendo letto il libro ha trovato argomenti molto pertinenti e attuali per associarsi al dibattito.
Del romanzo sono stati sottolineati la trama coinvolgente, lo stile fluido, la terribile attualità.
Daniela D’Este raccomanda di approfondire la conoscenza di Fallada leggendo quello che sembra quasi un sequel a distanza di questo romanzo, ossia Ognuno muore solo; Carla rileva il senso di solitudine che pervade la vicenda dei protagonisti; Alessandro si chiede se la Storia insegni qualcosa dato che gli eventi si ripetono e i segnali premonitori non sempre vengono colti; Marisa riflette sull’imprevidenza del tedesco medio dell’epoca che probabilmente sceglieva di girarsi dall’altra parte per non vedere l’abisso della realtà; Ombretta ricorda che la miseria è causa scatenante di gravi destabilizzazioni, perché rende l’Uomo debole e quindi facile preda di chi sa approfittarne; tutti d’accordo sul fatto che una maggiore consapevolezza politica e storica avrebbe impedito al popolo tedesco di cadere nel nazismo; Antonio Ciotti (venuto espressamente da Vigonza) parla di “sociografia dell’epoca”, e ribadisce che in certe condizioni-limite c’è chi rinuncia e chi sopraffà con scaltrezza; fa anche un parallelismo tra la cecità dei tedeschi nei confronti delle atrocità nascoste dai nazisti e la miopia con la quale noi oggi (in un’era dove l’informazione è invece martellante) reagiamo alle notizie su atrocità altrettanto intollerabili ai danni dei migranti; aggiunge di provare sgomento nell’assistere al comportamento degli intellettuali, che ai giorni nostri sembrano aver abdicato al loro ruolo di dar voce ai perseguitati da ingiustizie (i poveri, i giovani…)
Ma alla domanda se siamo noi oggi in pericolo come i personaggi di Fallada o se invece l’esperienza storica ci salverà dal baratro nessuno ha una risposta certa.

Il testo della presentazione è leggibile integralmente QUI.