“Il nostro meglio”

L’abbiamo chiamata così, la serata che abbiamo realizzato accogliendo l’invito dell’Assessore alla Cultura Daniela Favaro nell’ambito della settimana dell’arte e della cultura che il comune di Limena cura ogni anno a ottobre. E l’abbiamo costruita intorno a una selezione di nostre produzioni del passato allo scopo di illustrare con esempi concreti il nostro stile, il nostro spirito e i nostri obiettivi.
Giovedì 12 ottobre, nel 525° anniversario della scoperta dell’America, invece di festeggiare Cristoforo Colombo abbiamo festeggiato noi stessi e i nostri talenti, grandi o piccoli che possano sembrare. Piccoli perché nessuno di noi è un professionista, grandi perché ognuno di noi coltiva una tenace passione per la Letteratura.
I testi della serata sono raccolti QUI: introdotti da Carla (la spigliata), ritroverete Irene (la divina), Paola M. (la passionale), Daniela B. (l’austera, ma tutti sappiamo che in realtà è una gran burlona), Elvira (la soave), Antonella (la delicata), Alessia (la grintosa), Andrea (il rigoroso), Liliana (l’istintiva), Daniela D. (la materna), Gabriele (il serafico), Marisa (l’ironica), Alessandro (l‘immedesimazione) e Enrico (il decano del reading).
Con le loro diverse sensibilità, hanno dato voce ad Autori di grandissimo pregio contribuendo ad avvicinarli al pubblico e meritando un plauso convinto per l’impegno e le motivazioni.
Ma la domanda è: di questo passo, quali altre vertiginose mete ci aspettano?
Perché noi, è chiaro, mica ci fermeremo qui!

Approfondimento: Kent Haruf e la sua Trilogia

E così, venerdì scorso abbiamo staccato un biglietto di andata – e purtroppo ritorno – per Holt, Colorado, la cittadina immaginaria dove sono ambientati i libri dello scrittore americano Kent Haruf che eravamo curiosi di conoscere meglio.
La nostra Marisa, affiancata da Elisa, ci ha condotti per le vie e tra le case di questo piccolo mondo ristretto e tradizionalista, tipico dell’America profonda, dove si intessono vite comuni, di quelle senza chiasso ma con la costante dei sentimenti.
Abbiamo capito perché Haruf ha avuto tanto successo con questa Trilogia: perché riflette una realtà che appartiene a tutti e che smuove qualcosa nell’intimo di ciascuno.
Piccoli ritratti umani, esempi di debolezze e di slanci, una specie di riepilogo degli avvenimenti cardine che costellano l’esistenza: la nascita, la quotidianità, il dolore, l’amore, la morte.
In più, per noi europei, il miraggio di certi paesaggi e certe vastità delle pianure americane, che non mancano mai di incantarci e che hanno un loro ruolo nella narrazione.
Ma è meglio che leggiate la presentazione integrale QUI, e successivamente, se non lo avete già fatto, i libri di questo Autore sommesso e umanissimo.

Il Meglio dell’Estate 2017: consigli di lettura

Quest’estate, benché africana, non ha scoraggiato la lettura, almeno a giudicare dall’abbondanza di consigli e segnalazioni che ci siamo scambiati venerdì 22 settembre. Ci sono piovuti addosso la bellezza di 17 titoli dei più vari: dalla saggistica impegnata ai finalisti dei premi Strega e Campiello di quest’anno, e molto altro. Ne abbiamo, da leggere, fino al prossimo appuntamento sui Consigli di lettura, fissato per i primi di dicembre!

Tutte le presentazioni – integrali – sono disponibili QUI.
QUI invece trovate le due poesie in tema autunnale che ci ha letto Enrico.
Per finire, QUI vedete le foto della serata scattate da Micol.

Lettura condivisa: E adesso pover’uomo? di Hans Fallada

sellerioEra una notte buia e tempestosa,quella di venerdì 15 settembre quando gli Amici della Biblioteca hanno pensato bene di riprendere le loro attività letterarie dopo la pausa estiva. Un manipolo di quegli incorreggibili lettori, sfidando impavidi gli scrosci di pioggia, si sono raccolti nella calda e familiare saletta per condividere l’analisi della prima lettura condivisa proposta per questo nuovo ciclo: E adesso pover’uomo?, romanzo del tedesco Hans Fallada uscito nel lontano (ma non poi così tanto) 1932. Chiara e Ombretta hanno aperto l’incontro illustrando trama e meriti dell’opera, e il dibattito che ne è seguito ha confermato il gradimento dei lettori, che all’unanimità vi hanno ravvisato un ritratto della società valido oggi come ai tempi in cui è stato tracciato dall’Autore, a metà fra le due guerre mondiali. Tra i presenti, con molto piacere si sono notate alcune facce nuove, e ancora più gratificante è stato vedere questi ospiti partecipare alla discussione con contributi personali alquanto appropriati. C’era fra noi, e anche questo ci lusinga molto ogni volta che accade, l’Assessore alla Cultura Daniela Favaro, che pur non avendo letto il libro ha trovato argomenti molto pertinenti e attuali per associarsi al dibattito.
Del romanzo sono stati sottolineati la trama coinvolgente, lo stile fluido, la terribile attualità.
Daniela D’Este raccomanda di approfondire la conoscenza di Fallada leggendo quello che sembra quasi un sequel a distanza di questo romanzo, ossia Ognuno muore solo; Carla rileva il senso di solitudine che pervade la vicenda dei protagonisti; Alessandro si chiede se la Storia insegni qualcosa dato che gli eventi si ripetono e i segnali premonitori non sempre vengono colti; Marisa riflette sull’imprevidenza del tedesco medio dell’epoca che probabilmente sceglieva di girarsi dall’altra parte per non vedere l’abisso della realtà; Ombretta ricorda che la miseria è causa scatenante di gravi destabilizzazioni, perché rende l’Uomo debole e quindi facile preda di chi sa approfittarne; tutti d’accordo sul fatto che una maggiore consapevolezza politica e storica avrebbe impedito al popolo tedesco di cadere nel nazismo; Antonio Ciotti (venuto espressamente da Vigonza) parla di “sociografia dell’epoca”, e ribadisce che in certe condizioni-limite c’è chi rinuncia e chi sopraffà con scaltrezza; fa anche un parallelismo tra la cecità dei tedeschi nei confronti delle atrocità nascoste dai nazisti e la miopia con la quale noi oggi (in un’era dove l’informazione è invece martellante) reagiamo alle notizie su atrocità altrettanto intollerabili ai danni dei migranti; aggiunge di provare sgomento nell’assistere al comportamento degli intellettuali, che ai giorni nostri sembrano aver abdicato al loro ruolo di dar voce ai perseguitati da ingiustizie (i poveri, i giovani…)
Ma alla domanda se siamo noi oggi in pericolo come i personaggi di Fallada o se invece l’esperienza storica ci salverà dal baratro nessuno ha una risposta certa.

Il testo della presentazione è leggibile integralmente QUI.

Festa del Solstizio d’estate 2017

vele2Festa bagnata, festa fortunata; e così è stato, perché la pioggia alla fine c’è stata ma un puntuale piano B ne ha neutralizzato le conseguenze, e sotto il sicuro timone di capitan Ivano la vela del nostro Solstizio ha ripreso a solcare la notte estiva dopo un repentino spostamento di armi e bagagli al coperto.
Festa grande, diciamocelo. Festa di quelle che piacciono e attirano le persone, le famiglie, adulti e bambini (neonati compresi, che Dio li benedica!), perché celebrano valori semplici e forti come la fratellanza e la gioia di vivere.
Quest’anno sul tema del Viaggio abbiamo proposto pagine letterarie di grande valore in prosa e poesia, alternate a momenti elettrizzanti grazie al brio di canzoni popolarissime per noi interpretate dalle Mamme Special. Una lode particolare a queste ragazze vivaci e grintose, che nella loro routine di mogli, madri, lavoratrici riescono a trovare il tempo per coltivare il gusto per la vita anche attraverso il canto. E un merito speciale a Cristiana Lirussi che le ha “inventate” e insegna loro come sfruttare il dono della voce (che lei possiede e padroneggia con straordinaria naturalezza e professionalità insieme).
Vario e appropriato il programma letterario: leggete i testi integrali QUI.
Ineccepibili i tecnici Nicola e Luca che hanno curato luci e suoni alla perfezione.
Medaglia d’ora culinaria a quanti hanno imbandito il banchetto interetnico a base di specialità soprattutto dell’Africa centrale (vino e bibite, ce n’erano a volontà, si intende).
Grazie ai volontari che hanno prestato opera nei preparativi.
Grazie all’amica Daniela Favaro, assessore alla cultura, che ha mostrato il suo apprezzamento assistendo alla serata fino alla fine (a tarda ora, a causa dell’interruzione per pioggia).
Grazie al pubblico che si è adattato agli inconvenienti ed è rimasto sul posto con pazienza per non perdersi nulla del divertimento.
E così, con questo magico ricordo e questa bella soddisfazione, ci lasciamo per vivere l’estate, ma con l’appuntamento già a settembre quando le nostre attività riprenderanno a gran ritmo.

A tutti, buone vacanze e ottimi libri!

Consigli di lettura per l’estate 2017

????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????Per combattere gli effetti più molesti del caldo estivo, gli esperti raccomandano di bere tanta acqua, consumare frutta e verdura e non uscire nelle ore più calde… tutto sacrosanto, ma non manca qualcosa? Per esempio, perché non parlano dell’efficacia rinfrescante sulla mente di una buona lettura? Noi matti per leggere aggiungiamo questo consiglio, anzi quest’anno ne aggiungiamo 12: tanti sono i libri che il Gruppo suggerisce di mettere nella valigia delle vacanze, o più semplicemente sul comodino nelle notti afose.
Nella nostra selezione abbondano i gialli, ma sono ben rappresentati anche i drammi familiari, l’amore, la nostalgia, il recupero del passato, i racconti fantastici, un po’ di saggio umorismo.
Ispiratevi leggendo le nostre recensioni, raccolte integralmente QUI.
E nei momenti più meditativi, ristoratevi dalla prosaicità del quotidiano con le magnifiche POESIE che ci propongono Antonella, Carla e Enrico.
Che le vostre siano ferie di riposo e di letture: buona estate!

Libro/Film: Orlando

locandina-filmDal confronto tra il raffinato romanzo di Virginia Woolf e l’omonimo sontuoso film diretto da Sally Potter è uscito vincitore lo spettatore, che ne ha tratto la sensazione di aver assistito a qualcosa di molto speciale. Merito anche della competenza con cui Graziano (per l’analisi cinematografica) e Ombretta (per quella letteraria) hanno curato la presentazione, volta a facilitare la comprensione di una vicenda così fantastica e visionaria.
Se lo stile di Virginia Woolf è basato sulla padronanza del potere della parola scritta, quello di Sally Potter si fa forte di una sensibilità tutta femminile per i dettagli, l’uso del colore, l’intensità dei primi piani. Due linguaggi solo tecnicamente diversi, ma in questo raro e felice caso assolutamente in linea e anzi complementari; due opere d’arte di altissimo livello e perciò per nulla in competizione fra loro.

copertina
I testi delle due presentazioni sono QUI: non perdeteveli, vi affascineranno.
Dal dibattito finale sono emerse altre annotazioni: anzitutto Graziano ha spiegato il significato dei colori dominanti nella fotografia, ossia il rosso/arancione/oro della prima parte che simboleggiano l’aristocrazia e il verde della seconda che riconduce ai valori della natura e della fertilità. Ha anche sottolineato l’intensità dell’ultima immagine, nella quale lo sguardo luminoso e quasi imperscrutabile (come non pensare al sorriso della Gioconda leonardesca?) di Orlando – la strepitosa attrice inglese Tilda Swinton, perfetta in un ruolo androgino – riempie tutto lo schermo comunicando un messaggio silenzioso e toccante.
L’eccezionale prestazione della Swinton è stata rimarcata anche da Micol, che fa notare come la sua recitazione si affidi quasi più allo sguardo che alle parole, ma che sguardo!
Alessia si è detta estasiata dalla visionarietà del film ma ha molto apprezzato anche la potenza di Virginia Woolf, una donna davvero all’avanguardia con la sua visione della vita libera da compromessi e convenzioni.
Molto gradite anche le musiche: sorprende che la stessa regista ne sia stata co-autrice.
Un grazie è venuto da più parti per la scelta del tema della serata, che è stato unanimemente goduto e apprezzato e che ha fatto piacevolmente volare il tempo.

Lettura condivisa: La cura Schopenhauer, di Irvin Yalom

copertinaL’incontro di venerdì 12 maggio intorno alla lettura condivisa di La cura Schopenhauer di Irvin Yalom si potrebbe riassumere così: un gruppo di lettori analizza un gruppo di pazienti in terapia psicanalitica. Due realtà disomogenee ma con forti legami interni, anche se talora in conflitto. Due realtà in cui vige lo scambio (di idee, di esperienze) come strumento di comunicazione e auto-aiuto.
Ma sarebbe troppo poco per raccontare di una serata in cui, dopo un’illuminante illustrazione del testo da parte di Andrea – arricchita dalle voci di Cristina e Daniele che ne hanno interpretato in modo convincente alcuni passaggi-chiave, si è aperto uno straordinario dibattito che ha coinvolto molti toccando temi anche non strettamente legati alla lettura ma sconfinanti ben oltre. Di particolare valore le considerazioni competenti di alcuni tra i presenti riguardo le dinamiche proprie delle terapie di gruppo, e quelle di carattere più eminentemente filosofico di coloro per i quali la materia è particolarmente familiare.
In sintesi, la lettura ha riscosso un chiaro successo: la presentazione integrale di Andrea è a vostra disposizione QUI, mentre qua sotto riportiamo i principali commenti scaturiti dal pubblico.
Renata l’ha definita affascinante, ha apprezzato molto l’accostamento tra il filosofo Schopenhauer e il personaggio Philip, entrambi destinati alla solitudine (e quindi all’infelicità) a causa del loro talento geniale. I riferimenti alla religione sono un po’ controversi: da un lato sembrerebbe una falsa terapia, dall’altro un possibile aiuto quando assuma i caratteri del buddismo. Di grande interesse anche la tecnica della terapia di gruppo, in cui sono i pazienti stessi ad analizzare i problemi gli uni degli altri e ad avanzare ipotesi di soluzione, mettendo quasi in secondo piano (nel ruolo di moderatore) il terapeuta.
Andrea concorda, evidenziando come il terapeuta si comporti quasi come un padre che si assume il compito di responsabilizzare i suoi figli per avviarli verso l’indipendenza.
Marta, con tutta evidenza molto al corrente della materia, giudica assolutamente verosimile e impeccabile il comportamento professionale del terapeuta. Esprime dubbi sull’accostamento tra Schopenhauer e il buddismo, perché in quest’ultima dottrina il distacco dal mondo non nega assolutamente il valore delle emozioni e della compassione.
A Daniela D. è piaciuta la capacità di empatia del terapeuta, ma trova che il suo gruppo accolga pazienti in un certo senso elitari, tutti – tranne uno – dotati di ottima cultura e di competenze di poco inferiori a quelle del terapeuta stesso.
Liliana fa notare come alla fine sia proprio il paziente meno colto di tutti a compiere il salto di qualità maggiore, candidandosi a diventare quasi terapeuta egli stesso.
Cristina spiega come il gruppo, con le sue stimolazioni, sia l’ambiente ideale per far emergere, in condizioni di disagio, le migliori e più risolutive risorse interiori di ognuno.
Marta aggiunge che i gruppi vengono formati in base a criteri variabili: l’età, la sensibilità, la gravità del disturbo e altri. Ciò che importa è che vi sia rappresentata una variabilità sufficiente a spingere a uscire dal guscio individuale e ad accogliere la sofferenza altrui.
Beatrice, studiosa di filosofia, è dubbiosa sul valore terapeutico della dottrina di Schopenhauer, che predica l’isolamento dal mondo come meccanismo di auto-difesa ma in realtà non è una cura. Come dimostra il personaggio Philip che alla fine, per recuperare se stesso e una speranza di felicità, abbandona la tesi e impara a lasciarsi andare.
Daniele definisce la cura in oggetto come una strategia per vincere una sofferenza, ma sotto questo aspetto in realtà è una limitazione pesante che si paga a carissimo prezzo.
Liliana ricorda il merito dell’Autore di saper avvicinare il lettore con un linguaggio e una vicenda del tutto accessibili e perciò coinvolgenti.
Altri intervengono più volte per ribadire i concetti già espressi, arricchendoli di ulteriori note.
Unica voce fuori dal coro, Chiara esprime dubbi sul valore letterario e sull’originalità dell’opera, definendo Yalom un efficace narratore più che uno scrittore, e poco verosimile – almeno per il lettore medio non americano – la vicenda.
Nel complesso, gradimento altissimo e serata assai stimolante, che ha incoraggiato molti a continuare la conoscenza di Irvin Yalom attraverso la lettura di altri suoi libri.

Reading: Spaghetti allo scoglio

spaghetti.ridDonne di garbo, diceva Carlo Goldoni, sono donne dotate di cultura e savoir faire, e per questo determinate, sagaci e affascinanti.
Donne di garbo sono senz’altro anche le sette che hanno ideato, realizzato e interpretato la serata di intrattenimento e letteratura intitolata Spaghetti allo scoglio, che ci ha divertito e sorpreso venerdì 28 aprile.
In scena, un tavolo da ristorante allestito per una rimpatriata fra vecchie amiche e complici.
Un lavoro di ricamo di gruppo, il loro, nel quale hanno cucito piacevolmente brani di 7 Autori italiani (uno per ciascuna) inerenti il tema della memoria, dei ricordi, degli aneddoti autobiografici.
Ecco gli abbinamenti, dai quali si può trarre qualche conclusione sulle diverse sensibilità delle presentatrici:
Liliana (la briosa): Roberto Stanich
Paola G. (la saggia): Goffredo Parise
Alessia (l’ardita): Giovanni Mosca
Carla (la pasionaria): Giovannino Guareschi
Antonella (la dolce): Mario Lodi
Cristina (l’introspettiva): Luigi Meneghello
Daniela B. (l’ironica): Susanna Agnelli

E siccome ora vi sarà venuta la curiosità di saperne di più, ecco QUI i testi integrali delle letture, utili anche per suggerire di conoscere meglio le opere e gli Autori che ce li hanno prestati.
Un plauso all’affiatamento del gruppo e alla cura dei particolari di scena, e una menzione anche alla guest star Riccardo, impeccabile nel ruolo di cameriere del ristorante più letterario che ci sia mai stato dato di frequentare. Quasi quasi prenotiamo fin da ora un tavolo per l’anno prossimo!

Approfondimento: Il volto di Cristo nella Letteratura

Munch Picasso DelvauxGesù di Nazareth, Rivelazione per i cristiani, enigma irrisolto per i non credenti, è stato il tema della nostra serata di approfondimento del 7 aprile, a un passo dall’inizio della Settimana Santa in cui la liturgia rievoca la sua Passione e morte. Un tema austero e un approccio letterario, molto laico in quanto ha dato voce ad Autori di differenti culture e fedi: da questo confronto è emerso un ritratto affascinante fatto di grandi luci e altrettanto grandi ombre, ma che in ogni caso è frutto di una ricerca interiore cui nessun Uomo può sottrarsi.
Due grandi nomi come Fëdor Dostoevskij e Pavel Florenskij – entrambi russi – hanno rappresentato la letteratura di chi crede in Dio e in Gesù Cristo suo figlio, mentre da Argentina e Portogallo sono giunte le testimonianze di ateismo o agnosticismo di Jorge Luis Borges e di José Saramago; e addirittura dal remoto Oriente ci è pervenuto il messaggio umanissimo di Ai Qing, poeta cinese soggiogato da una figura universale come quella di Cristo.
Molti i presentatori della serata, per le prose e per le poesie: un reading corale partecipato che ha richiesto un grosso lavoro di documentazione per il quale una lode va a tutti e a ciascuno. I meriti di tutto questo impegno sono stati colti e sottolineati anche da quanti, fra gli spettatori, erano venuti per la prima volta a conoscere le nostre attività.
I testi sono raccolti QUI, e come sempre si spera possano fornire a qualcuno utili spunti di letture di approfondimento.
Le foto che Micol ha scattato sono invece QUI.
E se questo è stato l’ultimo incontro prima di Pasqua, Buona Pasqua a tutti !