Buon Natale, cari libri

biblioteca1Le 18.45 della Vigilia, tra un quarto d’ora la biblioteca chiude.
Pochi utenti oggi, pochi prestiti, qualche restituzione in ritardo, brevi visite solo per gli auguri; ma è già da metà pomeriggio che la gente ha diretto i propri passi e i propri progetti verso altre destinazioni. Le ultime spese, gli ultimi preparativi, gli appuntamenti per l’aperitivo nel freddo attanagliante delle strade e sotto le insegne illuminate.
Comincio a riordinare libri e giornali, spengo qualche luce inutile, raddrizzo qualche decorazione dell’alberello, controllo i pesci nel piccolo acquario.
Entra qualcuno, portando un alito quasi di neve.
Ė la signora Viviana, frequentatrice assidua di una certa età, un colbacco di pelo in testa, due guide turistiche dell’Austria in mano.
“Le restituisco perché non mi servono più – spiega posandole sul tavolo.
“Ma non doveva passare le feste a Vienna?”
“Da mio figlio, sì, ma mio marito si è preso la bronchite e così è andato tutto a monte”.
“Mi dispiace, mi dispiace davvero”.
Il calore dei termosifoni comincia a farle colare il naso. Se lo asciuga con un kleenex mentre riprende:
“Adesso mi servirebbe un bel libro per passare le feste in casa. Cosa mi consiglia, lei?”
“Guardiamo l’espositore delle novità – le propongo, e facciamo girare piano il trespolo valutando e scartando un paio di Camilleri, un paio di fantasy, un paio di ciofeche sentimentali.
“Hosseini ce l’avete, l’ultimo? – chiede speranzosa.
“Su Hosseini ci sono oltre 200 prenotazioni – devo deluderla.
Volo non le interessa, la Sveva è fuori discussione, Kundera è un mattone.
“E questi, li ha visti? – le indico lo scaffale riservato ai consigli del Gruppo di Lettura, ben rifornito dopo la serata dei primi di dicembre. Ė questo il posto giusto per cercare, perché c’è di tutto, ogni genere è rappresentato, ogni titolo è espressione di un gesto di condivisione da parte di un lettore appassionato.
“Vorrei qualcosa di riposante e coinvolgente – mi raccomanda – Niente cuori spezzati, delitti sanguinosi, storie cupe…”
“Vediamo… avrei La pelle dell’orso di Righetto, ambientato in montagna”.
“No, la montagna mi mette tristezza”.
“Un fumetto satirico, che ne dice? Molto divertente, si intitola Lucrezia e Alice a quel paese, l’ha scritto e illustrato Silvia Ziche…”
“Fumetti? No, non ho più l’età”.
“Andric lo conosce? La corte del diavolo? Si svolge in un carcere…”
“No, no, cerco qualcosa di piacevole, che dia serenità…”
Fai bei sogni, di Gramell… beh, forse no, forse non è così leggero. E questo, Don Segundo Sombra, dell’argentino Guiraldes? Storia di un ragazzino che cresce fra i gauchos delle pampas”.
“Uhm, potrebbe andare, però vediamo gli altri”.
“Ci sarebbe un libro divertente sugli inglesi, L’amore in un clima freddo della Mitford, se le piace la satira di costume…”
“E qui, c’è un buco?”
“Qui dovrebbe esserci La verità sul caso Harry Quebert ma è in prestito. Se ha pazienza…”
“E questo con la copertina gialla?”
Betibù? Di una scrittrice argentina. Narra di un delitto, e lei mi ha detto delitti no”.
Ruggine… com’è?”
“Di Massaron, ma se è serenità che cerca non è adatto. Lo legga magari più avanti”.
“Mi fido. Anche questo, L’arte di ascoltare i battiti del cuore, mi ispira, però non vorrei fosse troppo sentimentale”.
“Qua c’è la storia di una giovane disoccupata che conosce un giovane ricco, ma lui è paraplegico… Si intitola Io, prima di te“.
“Paraplegico? Mamma mia che tristezza!”
Ne sono rimasti pochi: Il velocifero di Santucci l’ha già letto tanti anni fa, Middlesex di Eugenidis tratta di un argomento per lei un po’ scabroso, L’antiquario di Sanchez glielo ha prestato un’amica, Cuore pulito non la attira perché di Battaglia ha già letto tanto, Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico di Sepulveda lo scambia per un libro per bambini.
“Sì, tutti interessanti, però io cercavo qualcosa di più… di meno… Ma quei bei romanzi di una volta, non li fanno più? – chiede desolata – Sa, quei bei classici, quelle belle storie interessanti, avventurose, a lieto fine, quei libri che fanno Natale…”
Mi viene un’illuminazione: torniamo indietro nel tempo, ai Natali da bambini, ai libri ricevuti in dono e divorati durante le vacanze, al caldo su una poltrona, e che fuori nevichi pure. E da rileggere da grandi, rispolverandoli dalla soffitta o sui pazienti scaffali di una biblioteca, per rivivere il loro intramontabile incanto in tempi un po’ meno felici.
Alle sette passate, la signora Viviana esce con tre vecchi libri rassicuranti sotto braccio. Li ha già letti almeno sessant’anni fa, ma dentro il cuore ha scoperto il bisogno di rileggerli ora: Piccole donne, Il principe e il povero, Ventimila leghe sotto i mari, immortali, necessari.
Se ne va soddisfatta, deve ancora passare in farmacia per il marito ma poi avrà davanti una quieta serata di Vigilia con il calore di un plaid, un gatto e dei vecchi amici libri.
Spengo i computer e le luci, chiudo la porta e il cancello, lascio la biblioteca a dormire placida fino al 27.
Buon Natale, libri.
Buon Natale, lettori.

3 pensieri su “Buon Natale, cari libri

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